FuniGiglio
per 'la missione della propria vita' che
Angelo Funiciello vuole ben compiere
con Amore verso Tutti per
liberare Ognuno dal Dominio Infame
contro le potenti mafie sommerse, in tutta Italia,
mafie che includono la "borghesia mafiosa"
denunciata dal Sen. Giuseppe Pisanu già nel 2009

FuniGiglio - Risveglio Etico Sociale


 

Il blog di FuniGiglio

Lavoratori di tutta Italia: contro la mafia!

Abbiamo ancora una volta il piacere di dare spazio a una riflessione del nostro amico Simone, sul tema dei lavoratori impiegati in aziende controllate dalla mafia.



Negli ultimissimi mesi ho seguito da vicino la vicenda del signor Angelo Funiciello e ho preso confidenza – teorica, si intende – col problema della borghesia mafiosa del Settentrione.
Uno dei problemi principali emersi nei confronti col signor Angelo è proprio la massiccia e virulenta presenza della mafia nelle aziende del Nord Italia, con conseguenze catastrofiche sull'economia. Una presenza che si manifesta principalmente in due modi. Da un lato le manovre prenditoriali della borghesia mafiosa per indurre la crisi nei confronti di aziende sane e “acquistarle” a prezzo stracciato in un secondo momento (le virgolette sono d'obbligo, trattandosi di fatto di un'estorsione); dall'altro lo stadio successivo, la proprietà già acquisita di aziende che, grazie ai giri dei proprietari mafiosi, hanno gioco facile sul mercato e possono bruciare la concorrenza con metodi sleali.
Angelo ha spesso aperto gli occhi dei lettori dal proprio punto di vista, quello di imprenditore con oltre trent'anni di storia alle spalle costretto a chiudere bottega per colpa della mafia. Ma proprio lui ha anche suggerito la prospettiva opposta, quella dei lavoratori dipendenti.
Come tesserato al sindacato e convinto sostenitore della crescita dei diritti dei lavoratori, fino al traguardo massimo della loro metamorfosi in imprenditori sociali e collettivi, non posso non cogliere lo spunto in questione e rilevare che per un sindacato la lotta alle infiltrazioni mafiose originali e innovative tipiche del Nord Italia deve diventare una battaglia di primo piano e un momento di partecipazione diretta alla gestione dell'azienda.
Non possiamo non ignorare le conseguenze della presenza mafiosa nell'economia del Nord in entrambi i livelli sopra citati.
Un'azienda sana, gestita onestamente, è destinata nel medio periodo a entrare in crisi nel momento in cui finisse nel mirino di una cupola mafiosa decisa a mettere le mani sul suo fatturato. La borghesia mafiosa è in grado di mettere in ginocchio con ogni strumento anche l'azienda più efficiente inquinandone il mercato, i rapporti con i fornitori, con le banche. L'imprenditore-vittima che si rivolgesse alla magistratura, come dimostrato ampiamente dal Ford Affaire, non farebbe altro che aggiungere il martirio personale e morale all'agonia della propria azienda, finendo in pasto ad avvocati, giudici, pubblici ministeri, questori, tutti collusi con la cupola che ha dato il via alla predazione. Chiaro che, per i lavoratori, le conseguenze sarebbero infauste poiché si troverebbero a lavorare per conto di un'azienda in difficoltà, costretta prima ai tagli, quindi ai licenziamenti e poi alla svendita, lasciando i dipendenti in mutande.
I lavoratori che si ritrovano in aziende controllate dalla mafia vivono l'altra parte del dramma, quello dell'azienda sporca, collusa con tutti coloro ai quali ci si rivolgerebbe normalmente per chiedere il rispetto delle regole. Un'azienda che, finita nel grande girone mafioso, non ha più alcun freno nel calpestare le norme di sicurezza, un'azienda che senza problemi viola i contratti collettivi di lavoro, che non paga i propri dipendenti, che fa lavorare in nero, che mette sul mercato prodotti non a norma o servizi fallaci. Tutto, sapendo che Asl, ispettorati del lavoro, questure, magistratura non interverranno mai a far rispettare le regole per il semplice motivo che mafia e istituzioni sono un'unica grande famiglia dove le poche pecore bianche si tosano facilmente. Il lavoratore sarà allora continuamente umiliato, zittito, ricattato, sfruttato, calpestato nei diritti e nella dignità. Ridotto insomma allo stadio di massima passività della dimensione economica moderna, ossia a merce, a oggetto da prendere, consumare e gettare quando alza la testa e la voce. Il tutto nella beata consapevolezza dei mafiosi che, una volta messolo alla porta, il lavoratore scaricato non avrà nessuno cui rivolgersi per ottenere Giustizia come già è stato per gli imprenditori onesti che hanno subito lo stesso destino dall'altra parte della scrivania.
A tutto questo si aggiunga un ulteriore stadio perché come accennato un'azienda in mano alla mafia potrà operare con meno briglie e costi minori sul mercato tanto da mettere più facilmente in crisi aziende in regola ed esporre anche queste ultime all'infiltrazione malavitosa dando avvio a un nuovo circolo vizioso.



Se Angelo Funiciello ci ha illuminati sul martirio di chi finisce nelle mire della borghesia prenditrice, io posso dire qualcosa circa la posizione del ipendente nel settore della vigilanza privata in cui sono impiegato. [S]Fortunatamente non posso parlare con certezza di borghesia mafiosa, perché non ne ho gli elementi, ma l'odore che si respira non è una fragranza di onestà e trasparenza. Responsabili di aziende che vengono da anni di lavoro nelle prefetture e nelle forze dell'ordine e che conservano con queste rapporti eccellenti tanto che le istituzioni sono leste a controllare che l'interesse dei ricchi clienti sia al sicuro voltandosi dall'altra parte quando in pericolo sono gli operatori. Comportamenti scorretti e minacce sottese per impedire la sindacalizzazione. Sbandieramento dei contratti di lavoro quando c'è da pretendere qualcosa dal dipendente e seppellimento dei medesimi contratti quando si vuole violare i diritti del lavoratore stesso.
Se, ripeto, queste cose avvengono in un contesto in cui non posso parlare con certezza di presenza mafiosa, figuratevi, amici lavoratori, cosa può avvenire in un'azienda mafiosa da cima a fondo. L'organizzazione sindacale deve necessariamente mettere in agenda una strategia durissima, una Guerriglia Sociale, per contrastare questo fenomeno prima che il virus entri nel sindacato stesso e i lavoratori si ritrovino ad essere “difesi” dai loro predatori.

Simone Boscali
www.arcadianet.blogspot.com

 Scritto il 7/6/2010 alle 18:09 | commenta

CRISI E PROBLEMA FONDAMENTALE

Molti sostengono che la crisi in Italia è stata provocata dai capitalisti e dalla casta politica, ma il semplice rilievo dei fatti, con semplice connessione logica, ci porta a rilevare che l’essenza del problema è di portata molto più ampia e che non si riduce solo ad aridi conteggi economici e finanziari, entrando profondamente nella nostra società e nel nostro vivere di ogni giorno. Questo è un problema che si presenta di importanza fondamentale, che tutto demolisce, compresa la nostra CIVILTA’, ed è talmente grave, profondo ed esteso, da far paura anche solo a parlarne. Tanto è vero che, considerando quelli di peso nazionale, nessun partito parla delle mafie sommerse, che riciclano ogni anno, prevalentemente al Centro-Nord Italia, 130 miliardi di Euro con “una organizzazione criminale integrata nella società”, secondo quanto notoriamente divulga il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Da anni viene compiuta una sistematica estorsione-predazione di aziende, spesso con la veste di ‘acquisto’, mediante l’azione criminale della “borghesia mafiosa” fatta di professionisti ! Il massiccio riciclaggio di denaro illecito con simili valori ogni anno, da tanti anni, è arrivato a compiere la distruzione della libera concorrenza e della libera imprenditorìa!
Poi ci si lamenta che non c’è lavoro! Con aumento dei casi di suicidio, sia tra gli imprenditori che tra i lavoratori dipendenti! Con pesantissimi problemi economici per tutti! E’ facile arrivare a pensare che siamo realmente tutti demoliti e schiavizzati dalle mafie occulte sommerse, cosiddette dei colletti bianchi!
Con l’attuale ‘finanziaria’ del governo, di cui tutti parlano molto, si pensa di salvare l’Italia e l’Euro manovrando complessivamente il valore di 24,9 miliardi di Euro in due anni. Se si pensa che una cifra cosi piccola, rispetto ai 130 ogni anno del riciclaggio delle mafie, abbia un effetto di tale rilievo, a maggior ragione si deve pensare che i valori ufficiali del riciclaggio mafioso sopra ricordati abbiano sicuramente degli effetti enormi e devastanti !! Ma NESSUN PARTITO, di influenza nazionale, parla del PROBLEMA FONDAMENTALE: LE MAFIE SOMMERSE OCCULTE sviluppatesi nel Nord Italia e nelle Istituzioni !!! Ed il loro enorme RICICLAGGIO !!! Mentre invece i Partiti, ognuno nel proprio interesse, parlano dei numerosissimi casi di Corruzione (per un partito si tratta di “solo poche mele marce”!), di cui si quantifica il danno in circa 60 miliardi di Euro all’anno. Tutti parlano, in tutto e per tutto, che bisogna stimolare la ‘crescita’, ma nessuno considera, neanche come rischio, la realtà di una crescita sviluppata dal riciclaggio di denaro illecito mafioso. Quando è evidente che maggiore è la mancanza di liquidità nell’Economia, maggiore è la facilità per le mafie di riciclare il denaro illecito! Ovviamente i Partiti sono a conoscenza di tutte queste cose e ne capiscono molto e di più. Però non hanno tenuto conto che i Cittadini Italiani che realmente amano il proprio Paese e la propria Civiltà sono molto seriamente preoccupati e quindi ora aprono molto bene gli occhi, le orecchie e la mente. Essi, domandandosi quale possa essere la ragione del silenzio e dell’immobilismo dei Partiti verso le suddette MAFIE SOMMERSE DEI COLLETTI BIANCHI, possono darsi la risposta più ovvia, che scaturisce dal considerare semplicemente che nessuno agisce veramente contro sé stesso e che, su indicazione di Roberto Saviano, con le mafie o agisci contro o sei pro o sei compiutamente mafioso!
I Cittadini Italiani capiscono così anche perché si combattano, anche con buoni risultati, le mafie tradizionali meridionali e non quelle occulte settentrionali; ogni cosa ha la sua ragione. Come ci insegna il Procuratore Capo Gian Carlo Caselli nel suo libro ‘LE DUE GUERRE’, lo Stato ha saputo vincere la sua guerra al terrorismo ‘storico’, mentre contro la mafia ha accettato di perdere. Ora è chiaro, detto meno diplomaticamente, che contro la mafia, che è multiforme ed in continua evoluzione, ora si conseguono alcune luminose vittorie, per usarne il clamore ed il bagliore al fine di tenere ben occultato l’enorme putrido contesto che veramente richiederebbe le battaglie più importanti, quelle che sono di fondamentale necessità per sanare e salvare l’Italia, per risolvere il PROBLEMA FONDAMENTALE !!!

Noi Cittadini Italiani, presa sicura consapevolezza di quanto sopra e che l’unica possibilità di salvezza è riposta in noi e nelle nostre azioni, possiamo, direi dobbiamo, unirci in Rete con un forte ‘passaparola’ e manifestare, pacificamente ma efficacemente, il nostro sdegno ed il nostro deciso rifiuto della NON CIVILTA’ !! W il nostro SDEGNO VIOLA !!

Angelo Funiciello, anche in nome ed in onore di Daniela Cavalli.

 Scritto il 1/6/2010 alle 09:54 | commenta (1)

CRISI ECONOMICA EUROPEA

In Italia particolarmente aggravata nel profondo dalla criminalità mafiosa sommersa, occultata.

Le considerazioni che seguono mi sono sorte naturali dalla lettura, con seria meditazione, in particolare in questo momento di evidente gravissima crisi economica europea e del ‘mondo occidentale’, di un importante articolo del noto scrittore e politico ELIO VELTRI – Mafia e aziende -- che così si chiude: “Per concludere, penso che il matrimonio tutto italiano anarchia – criminalità non durerà a lungo. In tempi brevi l’Europa, che subisce già danni enormi, si farà sentire per una ragione semplice: l’economia illegale e mafiosa è il più potente agente di distorsione e violazione delle regole del mercato a cominciare dalla concorrenza. Molto più pericoloso degli aiuti di Stato che sono vietati.”
Tali affermazioni risultano tanto più fondatamente riferite all’Italia quanto più si tengano presenti le vicende di economia criminale e mafiosa riportate da un italiano che le ha vissute e patite personalmente, quale è il sottoscritto.
I riscontri che ogni giorno si trovano “negli articoli di quotidiani autorevoli, nelle relazioni davanti al Parlamento e negli studi degli istituti di ricerca” ci portano a conferme e conclusioni gravissime, che purtroppo non rispecchiano in pieno la realtà, che è ancor molto più grave! Posso assumermi pienamente la completa responsabilità di questa affermazione in quanto da oltre 10 anni sto subendo direttamente, quale imprenditore, gli ‘acquisti’ della mafia, con quel che ne è seguito, a dir poco ‘pazzesco’, nell’ambito giudiziario, penale, antimafia e civile, nell’ambito delle Istituzioni coinvolte, nell’ambito dei partiti politici e dei media interpellati per coinvolgerli su queste problematiche che sono estremamente drammatiche per tutti.
L’esperienza personale mi porta a precisare innanzitutto che in Italia gli ‘acquisti’ della mafia, con grandissima prevalenza, non sono acquisti!
Sotto la simulazione dell’acquisto c’è la pesantissima azione criminale connaturale alla mafia; sono vere estorsioni – predazioni d’azienda, spesso con proposta all’imprenditore di proseguire nella veste della sua funzione, chiaramente in sostanza come prestanome. Purtroppo frequentemente tale proposta viene accettata, perché se viene rifiutata, come fatto dal
sottoscritto e sua moglie, si attua nei riguardi del vero imprenditore l’annientamento totale Economico-finanziario ed ha inizio un martirio psico-fisico di diversi anni, con l’unica speranza nella Giustizia Italiana, che abbiamo visto non esistere verso la mafia dei colletti bianchi.
Martirio che ha portato a morte prematura mia moglie e a due ricoveri d’urgenza il sottoscritto, ora sottoposto anche a pesante dolore di vedovanza, particolarmente sentito.

Le mafie occulte sommerse, la ‘mafia dei colletti bianchi’, in Italia agiscono con strategie molto ben studiate ed integrate, forti della fitta rete di intesa tra professionisti, la “borghesia mafiosa” (espressione del Presidente della Commissione Antimafia Sen. Pisanu), politici ed elementi importanti nelle Istituzioni, sulla base di una generale mentalità consenziente e complice criminale, ormai diffusa a tutti i livelli ovunque.

Riguardo alle estorsioni – predazioni, la strategia di dette mafie fa molto di più che interessarsi alle aziende in crisi di liquidità; con acuta furbizia criminale considera anche, anzi ancor più, le aziende sane ed appetibili! In vari modi, secondo i casi, le mafie attuano manovre tali da portare le aziende verso difficoltà economiche sempre crescenti, fino allo stato di seria crisi, che richiede una vera sostanziale soluzione; cui provvede subito la mafia stessa, appropriandosi dell’azienda e degli immobili connessi e con adeguato riciclaggio, realizzato con “una organizzazione criminale integrata nella società” (Sen. Pisanu).
Tale strategia, di appropriazione criminale delle imprese e degli immobili, le mafie sommerse la stanno attuando nel NORD ITALIA da decine di anni, sempre crescendo, specialmente negli ultimi 15 anni, per quanto può dirmi la mia esperienza di imprenditore attivo nel territorio dal 1968. Si comprendono così gli enormi valori ufficialmente rilevati e considerati dell’attuale riciclaggio mafioso e la catastrofica situazione attuale: ormai quasi tutte le imprese sono gestite o controllate o ‘sostenute’ dalle dette mafie sommerse, e quelle che non lo sono ancora presto lo saranno o chiuderanno.
Infatti per le poche aziende italiane rimaste esenti da mafia come è possibile fronteggiare l’enorme concorrenza sleale prodotta dall’immissione nel mercato di 130 – 170 miliardi di Euro all’anno di denaro illegale ed una organizzazione criminale così profondamente radicata, estesa ed efficiente?!
Il panorama è apocalittico, al punto che nessuno ne parla, se non di sfuggita. Ma i tempi maturano, così è giunto a maturazione estrema questo bubbone socio-economico; che è bene far scoppiare al più presto. Si può sperare che persone rette, competenti, informate ed attive per il Bene di tutti, Oltre che per deontologia professionale, si attivino oltremodo per far prendere completa
consapevolezza
all’opinione pubblica dell’estrema drammaticità della situazione. Infatti a questo punto, in cui praticamente tutti i Partiti Politici, le Istituzioni ed i Sindacati ignorano totalmente il problema delle mafie sommerse, dei ‘colletti bianchi’, sarà solo il POPOLO che, presa piena CONSAPEVOLEZZA, potrà cambiare la situazione manifestando vivacemente la propria INDIGNAZIONE, stimolando la nascita di nuovi POLITICI ONESTI, in una nuova Società Civile veramente Democratica.
Più velocemente riusciremo a far avvenire questo pacificamente, maggiore sarà la possibilità di evitare rivoluzioni violente.
In questa battaglia per la giustizia e la legalità, metto il mio massimo impegno, anche in onore, ricordo e suffragio di mia moglie Daniela Cavalli, che per essa ha dato tutto. La ragione di fondo di questa nostra lotta contro la criminalità non è l’odio contro i criminali, ‘fratelli in errore’, ma la forte volontà di favorire il Bene per tutti e la Civiltà stessa di esseri umani moralmente evoluti, attualmente seriamente compromessa in Italia !
Sono convinto che sicuramente vi siano anche altre persone, oneste come noi, ma molto più competenti, più professionali, più informate e più carismatiche, che vorranno ora attivarsi per risolvere IL PROBLEMA DELL’ITALIA , per il bene di tutti !
La mia collaborazione e la mia disponibilità sono totali.
Da oggi, 3 maggio 2010, non c’è da perdere più neanche un minuto !

Angelo Funiciello

 Scritto il 3/5/2010 alle 14:59 | commenta

UNA NUOVA CRIMINALITA'

Cos'è la mafia dei colletti bianchi? come lavora nelle aree produttive più ricche del Paese? in cosa si distingue dalle altre organizzazioni criminali?
Pubblichiamo la prima parte della riflessione del nostro amico Simone, che condividiamo in toto.

Il documento intero è scaricabile anche in .pdf dalla sezione documenti.


Le parole “Mafia”, “Camorra”, “Sacra Corona Unita”, “'Ndrangheta”, stanno iniziando ad avere una funzione negativa. Certo esse da sempre indicano le più celebri tra le organizzazioni malavitose ufficiali del nostro Paese, per cui dietro i loro nomi non c'è mai stato nulla di bello e buono.
Ma col passare degli anni hanno finito, indipendentemente dalla volontà di chi le utilizza, per assumere una funzione pericolosamente paralizzante per la gente. Infatti quando sentiamo pronunciare la parola “Mafia”, quando sentiamo pronunciare la parola “Camorra”, subito la nostra mente corre alle organizzazioni criminali della Sicilia o della Calabria. Organizzazioni che hanno un certo modus operandi, una certa storia, persino della tradizioni, per quanto spaventose. Intorno ad esse, grazie alla cinematografia, si è creata una vera mitologia. Quando giornali e televisioni ci parlano delle loro ramificazioni nel nord Italia o all'estero continuiamo a percepire questi fenomeni come delle tenui appendici delle organizzazioni principali, quasi delle semplici filiali di una sede centrale che resta comunque attaccata a un certo territorio, a una certa organizzazione, insomma a una certa immagine.

E il problema è proprio questo. L'immagine che abbiamo della malavita organizzata nel nostro Paese è tale che il linguaggio ha paralizzato la nostra possibilità di percepire qualcosa di nuovo che nel frattempo ha messo le radici fuori dai tradizionali seminati. Quando sentiamo parlare di “malavita organizzata” pensiamo alla Mafia, alla Camorra, e quando sentiamo parlare di Mafia, di Camorra, nella nostra mente prende subito corpo l'immagine che di quei fenomeni ci siamo costruiti e siamo del tutto incapaci di associare i termini a un nuovo tipo di criminalità.
Una criminalità a sua volta organizzata, che hai i suoi capi cosca e i suoi collaboratori capillarmente diffusi nei settori chiave del territorio in cui opera. Ma a differenza della Mafia dei Provenzano, dei Riina, dei Corleonesi, dei Santapaola, a differenza della Camorra dei Casalesi, questa è una mafia, è una camorra con le iniziali minuscole perché poco ha a che vedere con le illustri controparti del Mezzogiorno. Si tratta di una criminalità di nuovo tipo, più moderna, certo, persino più aggressiva e finanche “raffinata” nei modi e nelle vesti sotto cui si presenta.
E' la nuova criminalità italiana del ventunesimo secolo, la “mafia dei colletti bianchi”.
Per cominciare a capire di cosa stiamo parlando, diciamo che questa nuova forma criminale agisce soprattutto nel nord Italia. In questo senso commette una prima “violazione” di quel linguaggio di cui si parlava all'inizio perché oggi la gente che senta parlare di mafia fatica realmente a pensare a qualcosa di radicato nel Settentrione. Di conseguenza fatica ad afferrare il problema e a crearsi la coscienza necessaria a risolverlo. A chiarire invece la grave portata di questo fenomeno basterà una cifra: 130 miliardi di € l'anno, ossia il suo volume d'affari secondo il presidente della Commissione Nazionale Antimafia, senatore Giorgio Pisanu.
Abbiamo detto inoltre che questa è una mafia dei colletti bianchi. Si tratta infatti di una malavita che trova i suoi cervelli nella ricca borghesia del nord Italia, una classe imprenditoriale che, nel momento in cui è degenerata verso metodi criminosi, è diventata prenditoriale. Una vera borghesia mafiosa lontana dallo stereotipo del latitante siciliano o campano, braccato per anni dalle forze dell'ordine e ritirato discretamente in tenute fuori mano per sfuggire alla cattura, o da cinematografici padrini al cui passaggio la gente omertosa si leva il cappello fingendo di non sapere chi sia.
Questa mafia prenditoriale è estremamente radicata sul territorio e nella società. Laddove decide di mettere radici non esiste luogo chiave o istituzione che sfugga all'infiltrazione di suoi uomini, siano essi fidati “dirigenti” dell'organizzazione o vili “galoppini”. Questura, Prefettura, Sanità, giornali, televisioni, amministrazioni locali, Tribunali sono il suo naturale terreno di coltura. E' per questo motivo che la mafia dei colletti bianchi raramente ha bisogno di utilizzare sicari ed esecutori di omicidi e pestaggi che per lei costituiscono solo l'ultima risorsa (che pure non disdegna in caso di bisogno). Essa infatti è paradossalmente in grado di contrapporre a chi volesse sfidarla tramite i canali classici della Giustizia e dell'informazione proprio il potere della Legge e della disinformazione piegati alla propria volontà. Direttori di giornali che si voltano dall'altra parte quando ricevono un comunicato; procuratori che hanno sempre altre inchieste da portare avanti rimandando all'infinito le specifiche denunce delle vittime di questa mafia; avvocati di parte civile che nel disinteresse del proprio cliente girano intorno alla questione senza mai affondare il coltello; prefetti e questori sordi; parlamentari eletti sul territorio che incontrano demagogicamente le vittime facendo solenni promesse di aiuto e poi non portano avanti alcuna battaglia politica seria che non vada oltre sterili proclami generici e “mediaticamente” corretti. Tutto questo non avviene per caso, ma è il frutto scientificamente programmato di un'autentica regia. Come dicevamo questa mafia moderna, efficiente e, si badi bene, intelligente, raramente ha bisogno di sporcarsi le mani, di uccidere qualcuno, di piazzare bombe, di mandare loschi individui a fare minacce maldestre. Non le è affatto necessario perché è in grado di plasmare il corso delle cose e la realtà percepita a propria volontà. In questo senso la mafia dei colletti bianchi ha molto in comune con una loggia massonica che conti tra i suoi componenti personaggi importanti di vari settori della società (economia, politica, giornali e tv) capaci di agire in catena gli uni rispetto agli altri e quindi di manipolare l'andare degli eventi.

Se, abbiamo detto, raramente la mafia dei colletti bianchi ricorre al delitto di stampo mafioso classico, grazie al suo controllo tentacolare sul territorio e le istituzioni, essa è nondimeno in grado di far patire alle proprie vittime sofferenze tra le più atroci proprio perché contamina come un cancro tutti quegli organi ai quali la vittima per prima si affida per avere protezione e giustizia. Solo sperimentando questo meccanismo se ne possono intuire il dolore e la rabbia che ne conseguono, ma ciò implica di essere finiti appunto nel mirino di questa borghesia mafiosa. Chi avesse la fortuna di rimanerne illeso dovrà necessariamente fare uno sforzo di comprensione per intuire seppur molto lontanamente la frustrazione che si può provare quando, mentre il martello della malavita preme su di noi e le nostre famiglie, tribunali, giornali e forze dell'ordine cui ci appelliamo si mettono a ricoprire il ruolo dell'incudine complice contro cui essere schiacciati.

Una cosa questa nuova malavita e le mafie classiche del Sud Italia l'hanno però in comune: la capacità di produrre omertà. La mafia dei colletti bianchi è riuscita a creare un circolo in cui, silenziosamente, tutti sanno, tutti conoscono, ma nessuno va oltre il bisbiglio, lo sguardo abbassato, l'allusione. Ufficialmente nulla di male accade nel circuito economico-politico-giudiziariomediatico in cui essa si inserisce, ma di fatto è possibile scovare, con fatica e discrezione, molte vstorie di minacce, pressioni, intimidazioni, deviazioni di indagini.

 Scritto il 30/4/2010 alle 12:52 | commenta

COMMENTO a REPUBBLICA.IT ed importante nota.

Il seguente commento è stato inviato a repubblica.it il 16 aprile 2010 alle ore 19 e 22’ riguardo a : Berlusconi contro Gomorra e la Piovra “ La mafia è più famosa che potente”.

Per me, Angelo Funiciello, imprenditore di Bergamo vittima di estorsione – predazione dell’azienda da parte della mafia sommersa che domina nel Nord Italia, LA MAFIA E’ PIU’POTENTE CHE FAMOSA , contrariamente a quanto sostiene Berlusconi. Ma lui, poverino, non ne sa niente, tanto da non parlarne mai affatto; dico delle mafie sommerse che nel Centro Nord Italia riciclano denaro illecito nella quantità del grosso di 130 miliardi di Euro ogni anno, con l’attività della “Borghesia mafiosa” ed “una organizzazione criminale integrata nella società”, come afferma pubblicamente in TV il Presidente della Commissione Antimafia Sen.Pisanu. Ma pensa che siamo tutti dei cretini? Basta documentarsi in Internet. Intanto le aziende chiudono sempre più, le persone sono sempre più senza lavoro, come anche aumentano i casi di suicidio, sia tra gli imprenditori che tra i lavoratori, oltre che le morti di imprenditori per effetto diretto del bel trattamento avuto dalla mafia.
Ing. Angelo Funiciello

Ritengo doveroso aggiungere qui alcune importanti constatazioni e considerazioni sul ‘come e perché’ vengono considerate e trattate le varie forme delle varie mafie. Le classiche mafie meridionali vengono molto prese in considerazione da tutti e combattute, anche con risultati di rilievo. Risultati che sono portati a giusto vanto di chi li ha conseguiti. Ma con tale ‘festa di vanto e di riconoscimento’ si chiudono gli occhi e le orecchie ai Cittadini riguardo alle mafie sommerse che si sono impadronite del settentrione e delle Istituzioni, nonché si chiude la bocca dei mezzi di informazione!
Queste Mafie dei Colletti Bianchi , tenute accuratamente occultate il più possibile, sono il più grave problema della nostra Italia, un vero cancro con metàstasi che la sta uccidendo !!
Che ci sta uccidendo !!
Gli autori primari di tale occultamento sono manifesti ! Però è giunta l’ora che gli attori più importanti in questa tragedia, i Partiti Politici ed i Media, veramente si dèstino e decidano se comportarsi da ‘occultatori’ o da informatori della vera realtà, che vede come principale protagonista la Piovra dei colletti bianchi! Lo stesso dicasi per i Sindacati ! Che hanno pesante e totale responsabilità diretta verso i lavoratori !
Secondo l’insegnamento di Roberto Saviano, con le mafie o si è contro o si è pro, quando non si sia addirittura compiutamente mafiosi !
Sulla base di questa loro decisione i Cittadini Accorti daranno il proprio giudizio sulla credibilità dei soggetti – Partiti, Media, Sindacati - tenendo presente anche in che misura essi si attengano all’alto senso di responsabilità profonda, morale e di Civiltà, che loro compete.
Ma c’è di più. I Cittadini Accorti, facendosi coraggio con un po’ d’ironia, arrivano anche a fare uno più uno uguale due: più è ridotto il numero dei Partiti Politici, dei Media, dei Sindacati che trattano le mafie sommerse del Centro Nord dando loro la reale enorme importanza che hanno, determinante per la vita del Paese, più si ha conferma che la Piovra è veramente gigantesca ed estremamente potente !!!
Con modestia, ma anche con la forza del senso di un certo buon livello di accortezza e di onestà, Angelo Funiciello.

 Scritto il 19/4/2010 alle 12:24 | commenta
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8/5/2012 alle 16:25
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